Le mie tre grandi emozioni della settimana

Quante emozioni questa settimana!

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Giorni colorati da sentimenti, da vibrazioni e da nuove energie con la notizia di una nascita, l’energia di un sorriso, l’inizio di un nuovo cammino.

La nascita di una nuova famiglia adottiva

Alcuni giorni fa una mamma in attesa ha comunicato sul suo blog il lieto evento, l’incontro tra una piccola bimba che aveva bisogno di una famiglia e la mamma e il papà che sono stati scelti per lei.  Leggere le sue parole mi ha fatto commuovere, mi ha portato indietro nel tempo al giorno in cui abbiamo ricevuto la telefonata più bella della nostra vita. Ho risposto al post di questa neo mamma augurandole buona vita e pur non conoscendola personalmente, l’avrei abbracciata forte sapendo bene cosa si prova in quel momento. L’attimo in cui ci si rende conto che tutto sta cambiando, quello che ti paralizza dalla gioia e dalla paura di non essere pronta. Poi, c’è la frenesia dettata dal tempo che incalza e che ti ricorda che devi procurarti tutto il necessario che serve all’accudimento del bambino. amore

Eppure, solo dopo ci si rende conto che a parte i beni di prima necessità, l’unica cosa indispensabile per il bambino è l’amore della mamma e del papà. Respirare l’aria e i profumi della sua famiglia, nutrirsi delle coccole, dei sorrisi, degli sguardi che riempiranno il suo piccolo cuoricino. 

Le vibrazioni del cuore

A disegnare un bel sorriso ogni mattina e in ogni momento della giornata ci pensa mio figlio. Lui, piccolo ometto che cresce, che ogni giorno impara qualche parola nuova, che inventa e mi prende la mano per accompagnarmi nel suo mondo giocoso. Credo sia meraviglioso osservare il mondo dal punto di vista del bambini, eppure non ce ne diamo il tempo. Troppo spesso chiediamo loro di capire noi e la nostra frenetica vita, quando invece noi adulti dovremmo metterci al loro fianco e stare al loro passo.

E’ divertente!giocare

Un esempio che vi racconto è stata la mattinata in ludoteca trascorsa a giocare con lui, a ballare e cantareCome facciamo a casa, ma senza gli impegni e le faccende che tamburellano sull’orologio.  

Mi sentivo il sorriso addosso e lo vedevo dipinto sul suo volto. Non ci sono altre parole per descrivere le vibrazioni del cuore. Sono belle da vivere e nessuno mai dovrebbe rinunciarvi.

L’inizio di un nuovo cammino

Mio marito ed io ieri sera abbiamo cominciato un nuovo cammino, partecipando al primo incontro di un ciclo dedicato ai genitori adottivi organizzato dall’Associazione Genitori si Diventa. Abbiamo scelto di intraprendere questo percorso per confrontarci con altre famiglie che condividono con noi l’esperienza dell’adozione. Storie tutte diverse ma con tanti punti in comune che alimenteranno di volta in volta il dialogo.

Ieri sera è stato l’inizio di un viaggio che ci accompagnerà prima di tutto dentro noi stessi, insegnandoci a leggere al meglio i sentimenti e anche le paure che a volte si manifestano. Dar forma ai pensieri è un esercizio che stimola e ci rende liberi di vivere le emozioni così come vengono. Vivere il gruppo è anche questo, è energia nuova.

gruppo

La scatola dei ricordi

Ho sempre amato fermare i ricordi dentro le parole, lasciandole in un diario come tante mollichine lungo il percorso, per tenere traccia di ciascun istante. Forse per la paura di non riuscire a conservare tutto nei cassettini della memoria, dimenticando istanti, emozioni e colori.

Ho scelto di scrivere un diario per mio figlio, l’ho iniziato quando è arrivato nella nostra famiglia. Carta e penna, alla vecchia maniera.
In quelle pagine racconto i nostri giorni, aggiornandole ogni mese e colorandole di episodi e di emozioni, descrivendo i suoi progressi, le sue prime parole, i giochi preferiti e molto altro. Continuerò  a scriverlo nel tempo per donargli tutti i tasselli della sua storia, comprese le prime pagine che narrano del suo inizio, quando ancora era lontano da noi. Cosi magari un giorno potrà cercare le sue radici dentro a dei ricordi scritti e lasciati come tracce lungo la via e noi saremo lì,  glieli potremo raccontare con l’emozione negli occhi, la stessa di quando guardiamo il suo sguardo brillare.

Il diario è uno degli strumenti che abbiamo scelto di usare, che si aggiunge all’album fotografico e alla scatola dei ricordi. In quest’ultima stiamo conservando tutto ciò che materialmente abbiamo raccolto nel tempo, compresi i vestiti che indossava il primo giorno che ci siamo incontrati, tutti i biglietti di benvenuto di parenti e amici e molto altro, per far si che lui possa toccare con le sue mani la storia che gli racconteremo. Senza correre e rispettando la sua età e il suo desiderio di scoperta, rispondendo alle domande e dando voce ai pensieri.

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Questo articolo è nato per sottolineare quanto sia fondamentale la narrazione  della storia personale del nostro bambino, cosi come lo sono le fondamenta di una casa. Ciascuno in cuor suo saprà come fare, certo non pensiamo che esista il giorno giusto per cominciare.

Cosa ne pensate? Quali sono le vostre esperienze? Scrivetemi.

A presto!

Giocare per crescere

Come promesso vi propongo un interessante articolo della dottoressa in Psicologia, Giulia Manna, che ringrazio per la sua collaborazione.

Il gioco svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo della personalità del bambino.
Esso è “educare” perchè consente al bambino di imparare a conoscere il mondo, capire le regole, gestire le proprie emozioni, intraprendere percorsi di autonomia. Esso permette di sviluppare le proprie competenze (come la coordinazione dei movimenti giocando a palla) e gestire le emozioni, in quanto si rivivono episodi con la risonanza emotiva che questi hanno scatenato in lui.
Il bambino, dato che non è in grado di spiegare agli altri le proprie sensazioni, mette in scena, giocando, storie immaginarie  ricche di personaggi che rappresentano varie espressioni di sè. Cosi facendo il bambino impara ad affrontare la sua aggressività o rivivere le emozioni vissute nella realtà.
Per esempio la bambina che gioca con la bambola rivive le emozioni sperimentate nella relazione con i genitori.

In tema di adozione il gioco assume una funzione ancora più importante. Con il figlio adottivo, il gioco, può costruire un efficace mezzo per superare la diffidenza iniziale, stabilire un’intesa e costruire una relazione perchè il bambino impara a giocare se può usufruire della presenza amorevole di un adulto. Un bambino se non ha mai potuto godere della figura di un adulto non potrà imparare a giocare.  I bimbi adottati, spesso, accanto a sè non hanno avuto persone che gli insegnassero a giocare; hanno avuto scarse stimolazioni, non sanno usare l’immaginazione, la fantasia e dunque fanno spesso giochi ripetitivi.

Attraverso la sicurezza trasmessa dall’adulto, il bambino può entrare in contatto con sè e mette le basi per la costruzione di una relazione fiduciosa con gli adulti.

Anche per i genitori il gioco è importante: è il miglior momento per entrare in contatto col mondo del bambino, accompagnare e condividere con lui la sua esperienza quotidiana di crescita.
Il gioco è, dunque, fondamentale per stabilire o ristabilire un legame affettivo, oltre che uno dei primi “strumenti” di relazione tra i genitori e il bambino e tra questo e il mondo circostante. E’ con l’attività ludica che il bambino inizia a conoscere il mondo, gli altri e se stesso. Il gioco non è un perdita di tempo, anzi, è semplice e divertente!

Voi genitori fatevi guidare nel mondo del gioco, dalla creatività dei bambini e dal divertimento!

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Giulia Manna