Il tempo dell’attesa: la voce di una futura mamma adottiva

E’ sempre una gran bella emozione ascoltare le parole di una futura mamma adottiva. Ho avuto il piacere di intervistarla e vorrei condividere con voi la sua esperienza. Non citero’ il suo nome per rispettare il suo desiderio di anonimato.

Vi invito ad aprire la mente e il cuore, perchè tanto sentimento puo’ nutrire l’anima di ciascuno di noi.

Cosa rappresenta per te la scelta adottiva?

La maturazione di una genitorialità diversa. Nata e cresciuta, con il giusto tempo, spontaneamente, dall’accettazione della nostra sterilità. Non è stata immediata, non è stata ovvia da subito, anzi all’inizio eravamo molto spaventati dalle difficoltà che avremmo incontrato e di cui si legge su ogni forum che tratti l’argomento. Eppure lentamente è entrata a far parte di noi, ha iniziato a farci meno paura e ad arricchirci come persone, fino a diventare oggi consapevolezza che “non poteva andare diversamente da così”.

Come stai vivendo il tempo dell’attesa?

A fasi assolutamente alterne. Terminata “l’ansia da prestazione” per ottenere il decreto di idoneità e la corsa ai timbri per preparare il fascicolo da inviare al Paese estero pensavo che mi sarei goduta il relax dell’attesa ma…. È così solo in alcuni giorni, in altri la consapevolezza di non poter far nulla per accelerare gli eventi mi manda in agitazione. Per fortuna seguire gruppi di ascolto per genitori adottivi ed aspiranti tali ci aiuta a impegnare bene il tempo dell’attesa rendendo più solide le basi della nostra futura famiglia speciale. Allo stesso modo, canalizzare tutte le energie che abbiamo aiutando attivamente, con opere di volontariato, i bimbi bisognosi di una comunità torinese e quelli in difficoltà del terzo mondo, ci permette di non “sentirci inutili” ma più vicini a nostro figlio, qualunque sarà la sua origine. E così un giorno sembra che il tempo non passi mai, in altri accidenti è già passato un altro mese.

Che consiglio daresti alle coppie che come voi sta aspettando l’abbinamento?
Lo stesso che do sempre anche a noi, ripetendomelo spesso: il vostro bimbo arriverà quando sarà “maturo”, godetevi pienamente il tempo che vi separa da lui per diventare futuri genitori sereni e molto riposati.

Come definiresti il tuo/vostro cammino adottivo fino ad oggi? 

In prima battuta direi faticosissimo ma sento subito riecheggiare nelle orecchie le parole di mio marito, sempre le stesse, ad ogni mio mugolio di sconforto: “ma figurati che è andato tutto bene e anche piuttosto in fretta!!!”. Non credo di poter affermare che lo rifarei subito perché ho patito molto ogni piccolo intoppo burocratico ed anche qualche difficile decisione presa. Ma se mi guardo indietro, se ci guardo come persone e come coppia… quanto siamo cresciuti lungo questa strada in salita! Sono molto contenta e fiera di averla imboccata e di continuare a percorrerla, tra un dosso e un tornante, mano nella mano con mio marito, sempre.

Se chiudi gli occhi e provi ad immaginare tuo figlio/a come lo vedi?

In questi due anni mio figlio ha già avuto età diverse, nazionalità diverse e più di una volta è stato anche “una coppia di fratelli”, bimbo o bimba a seconda dei momenti. Ora che abbiamo individuato il Paese estero tendo a immaginarlo più spesso con quei tratti somatici, ma avendo lasciato aperta la strada dell’adozione nazionale tutto, entro i limiti che ci siamo riconosciuti, può essere.
In realtà poi più frequentemente immagino le situazioni e le esperienze che vivremo insieme, molto meno mi soffermo sulla sua fisicità.

E infine questa dolcissima futura mamma adottiva affida al tempo il suo desiderio: “Tempo… vola via veloce, così che io possa dargli presto un volto ed un profumo, che sono i suoi e non di un altro sogno ad occhi aperti…”

Un mio ringraziamento a questa mamma in attesa, per averci aperto le porte del suo cuore.

uomini_donne_cuore

Buona notte!

Dall’attesa alla genitorialità

Sono passati diversi giorni dal mio ultimo articolo. L’ultima volta ho pubblicato la storia di una coppia, Giulia e Carlo che ci hanno raccontato la loro storia di famiglia adottiva. Parole di grande emozione per scrivere di felicità, di gioia pura, di vita.

Nei giorni a seguire ho preso i contatti con altre coppie e altre famiglie che presto condivideranno con noi la loro storia. La condivisione nella cultura adottiva è uno degli aspetti fondamentali, utile per ascoltare esperienze, per raccontarsi e confrontarsi. Uno scambio continuo, positivo, carico di energie e di sostegno. Un’opportunità per vivere l’attesa in modo attivo, senza subire il tempo che passa ma assaporandolo in ogni istante.

Nei mesi dell’attesa si vivono emozioni forti, talvolta contrastanti. Si combatte con quelle giornate che sembrano eterne nella speranza che squilli il telefono, si attraversano momenti di sconforto, di punti interrogativi. Eppure il desiderio che custodiamo dentro al cuore cresce, si nutre delle nostre sensazioni e ci dona felicità.

Per me il periodo dell’attesa è stato importante, l’ho vissuto con i piedi per terra e le braccia tese all’infinito come per prendere energia dalla terra e dal cielo, per assaporare ogni istante e renderlo indimenticabile. Quei mesi li ho voluti vivere al massimo condividendo momenti di allegria con gli amici, con la nostra famiglia, viaggiando e fotografando, impegnandomi nel volontariato. Una famiglia viva, perchè solo dove c’è vita si può accogliere vita.

In questi giorni l’attualità ha portato a galla argomenti piuttosto forti per quel che riguarda la genitorialità. A questo tema mi dedichero’ nei prossimi giorni.

Continuate a seguirmi!