A te, ovunque tu sia

Abbiamo scelto, così le nostre vite si sono unite. Tu hai scelto di far crescere e nascere il bambino che portavi in grembo, io di diventare mamma adottiva.

Ti penso, ogni tanto. Talvolta, ancora, ti cerco negli occhi delle donne che incrocio per la strada.
Mi chiedo se pensi al piccolo a cui hai dato la vita e se hai voluto e potuto vederlo alla nascita. Dopo averlo sentito muovere nel tuo ventre, dopo averlo sentito piangere appena nato, come sei sopravvissuta a quello strappo? Mentre lo scrivo, ho un nodo in gola.

Quella separazione ha donato a me la gioia di diventare mamma, ma senza di te non ci sarebbe lui. Tutto è iniziato con l’abbraccio di due vite, con il concepimento, con la sua vita legata a te dal cordone ombelicale e la venuta al mondo.

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Il tempo scorre, il cucciolo d’uomo cresce

Ha un carattere forte, determinato. Sa quello che vuole. E’ vivace e sorride sempre. E’ infinitamente dolce e la sua allegria colpisce il cuore di chiunque lo incontri.

Ieri eravamo al supermercato, vicino ad una giostra a forma di trattore che aveva puntato appena arrivati. Saltellava felice, imitando a gran voce il rombo del motore. Fino a quando ha visto entrare un signore seduto sulla sedia a rotelle, spinto da una signora. Entrambe con il viso cupo, con gli occhi stanchi e lo sguardo triste. Li ha visti ed è esploso dicendo: “Ciao!”. Il suo sguardo era lucente, come sempre del resto. Uno splendido sorriso sulla bocca e una gioia grande negli occhi. Quella coppia ha risposto al saluto e i loro visi si sono colorati di un’espressione felice. Riserva molta attenzione alle persone che lo circondano e con i suoi gesti semplici e teneri, rivela il suo animo sensibile.

E’ molto fisico, ha bisogno del contatto in ogni momento. In braccio a noi e ai nonni è lui quello che fa le coccole, toccando e annodando i capelli intorno alle sue dita. Il legame è forte, indistruttibile.

E’ un bambino con una grande forza, con una carica emotiva e un’intelligenza che lascia a bocca aperta. A volte anche con il fiato sospeso, perché le sue monellerie di bimbo impavido sono a volte senza freno. E’ senza paura.

Ama giocare con gli altri bambini, li cerca. Anche quando si contendono lo stesso gioco, hanno la grande capacità di tornare a correre insieme subito dopo.

Quando chiede la sua storia

Ci sei anche tu. Chiede come ti chiami e quando diciamo che non lo sappiamo, insiste nel voler darti il nome. Ti chiamiamo, mamma di nascita. Non potrò mai descriverti, ma guardandosi allo specchio vedrà sempre i doni che gli hai lasciato.

Ascolta quello che gli raccontiamo e ragiona con la sua testolina riccioluta. Fa domande. E’ curioso, non gli sfugge nulla. La sua risolutezza e la sua caparbietà credo renderanno il cammino più movimentato. Forse, ci saranno risposte di cui non si accontenterà, radici annodate che vorrà sciogliere. Comunque, noi ci saremo.

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Un anno fa ho scelto di cambiare lavoro, di guardare la nostra vita da un altro punto di vista. Ho scelto di vivere il nostro tempo, lontana dai ritmi serrati di un impiego, in ufficio  e a tempo pieno, dallo stress quotidiano di chi è pendolare. Ho scelto di esserci nella sua vita per prendermi cura di lui, crescendo e camminando insieme. Anche inciampando nelle giornate più difficili.

Non sarà mai solo. E tu lo sapevi quando hai scelto quel porto sicuro.

Adora correre, libero. E noi corriamo con lui, felici.

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