Quando arrivano le domande sull’adozione

Sei tu la mia mamma di nascita?” ha chiesto mio figlio mentre gli raccontavo la storia della cicogna. Questa domanda ogni tanto ritorna.

“No, amore. Non sono io. Tu hai dormito per nove mesi nella pancia della mamma che ti ha fatto nascere. Noi ci siamo incontrati dopo, quando il saggio gufo ha scelto me e papà per essere per sempre una famiglia, per amarci e diventare grandi insieme” ho risposto.

Mamma mi proteggi?” ha aggiunto. “Certo, per sempre! ” ho detto prendendogli le manine.

Quando gli racconto la nostra storia e gli dico che nel giorno della sua nascita ha fatto “Cucù”, lui ride sempre. Gli occhi splendono, il viso si colora di una gioia infinita.

L’espressione cambia quando gli parlo della sua mamma di nascita, comprende e memorizza ogni parola. Non solo il significato, ma la tonalità. Lo sguardo diventa quello di un piccolo adulto che capisce e s’interroga. A volte, senza dire nulla. Invece, ogni tanto mi ferma con qualche domanda o con qualche sua considerazione ragionata, che mi lascia ogni volta a bocca aperta.

Mamma cosa stavi facendo quando io sono nato?“.

“Eri il mio sogno dentro al cuore. Ti aspettavo! Chiudevo gli occhi e sentivo la risata di un bambino. Proprio come la tua. Ascolta…”, così ho fatto partire un video, il primo che mi è venuto in mente e che riproduce quella risata ( la sua quando era piccolino era molto simile).

(Ora, non ridete. Fate partire il video e chiudete gli occhi.)

Direte, lo immaginavi piccolo e biondiccio? No, sentivo solo quella risata. All’inizio del nostro percorso adottivo lo immaginavo anche così piccolo, poi piano piano il “bambino immaginario” è cresciuto. Il mio non ha mai preso sembianze visive, rideva sempre.

La storia della cicogna è al primo posto della top five di questa settimana.

Abbiamo aggiunto qualche pezzetto in più nella sua storia, le sue origini. Ha ascoltato senza dire nulla. Io mi sento più leggera, perché ci sono tessere davvero importanti, fondamentali per continuare a costruire solide fondamenta. Una sola frase che ha aggiunto colore a tutta la favola, se così possiamo definirla. I nostri personaggi sono un po’ reali e un po’ di fantasia. Un mix che ci piace.

Ammetto che nella storia della cicogna manca ancora un elemento basilare, la figura del papà di nascita. Mio marito ed io ci siamo promessi di aggiungerla quanto prima.

Raccontando, quando arriviamo al punto che narra il nostro arrivo a casa, tutti e tre insieme, ogni volta mio figlio fa una domanda.

Mamma, la nostra storia finisce?

“No, amore. La nostra storia non finisce mai. Dura per sempre”. E il suo viso si colora di nuovo di una gioia infinita.

Le domande a volte si ripetono, o ne arrivano di nuove. Credo siano molto importanti le parole che si usano nelle risposte e a volte quando credo di averne usate di poco chiare, riprendo l’argomento dopo qualche ora. Comunque, sono certa che farsi trovare pronti ad ascoltare sia importante.

Prendersi cura del dialogo e ascoltare con attenzione sono grandi risorse per la famiglia.

Ci sono domande e risposte sull’adozione che nella tua esperienza di genitore o figlio adottivo ti sono rimaste impresse? Condividi con noi nei commenti.

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...