Cosa significa rischio giuridico?

La prima volta che sentimmo parlare di rischio giuridico fu al corso di preparazione al percorso adottivo, obbligatorio prima di depositare la propria disponibilità in Tribunale. Poi, ne avevamo parlato con l’assistente sociale e la psicologa durante gli incontri conoscitivi e infine avevamo seguito una serata dedicata a questo argomento per approfondire.
Un concetto importante che può spaventare e che è necessario comprendere bene, per dare la propria disponibilità, consapevole, ad accogliere un bambino con situazione a rischio giuridico.

Cosa s’intende per rischio giuridico?

Nelle adozioni nazionali le storie dei bambini sono spesso particolarmente c
ritiche e segnate da situazioni gravi di:

  • grande trascuratezza;
  • gravi maltrattamenti;
  • violenze e abusi sessuali;
  • difficoltà derivate da famiglie multiproblematiche;

Il Tribunale dei Minori di riferimento prende in carico i bambini in stato di pregiudizio, li affida alle cure di una famiglia affidataria e, collaborando con i servizi territoriali ( assistenti sociali e psicologi) s’impegna nel garantire la tutela del bambino. Tutti lavorano affinché il minore possa rientrare nella famiglia di nascita con la certezza di andare a star bene, in un ambiente sano per la sua crescita. Naturalmente, la famiglia biologica deve dimostrare, con un percorso di recupero ad hoc, che viene monitorato, di potersi occupare in modo affidabile e amorevole del proprio figlio.

Se il recupero non avviene o se la situazione è grave e pericolosa per il benessere fisico e psichico del bambino, il Tribunale emette la sentenza di adottabilità e quindi una procedura giudiziaria. I genitori biologici o un parente del bambino fino al 4° grado possono ricorrere in appello, nei vari gradi di giudizio, secondo quanto prevede la legge. Durante l’iter giuridico il bambino viene affidato alla coppia adottiva scelta, che si prenderà cura di lui, offrendogli un ambiente sano per la sua crescita.

Il rischio giuridico non ha una durata prestabilita e durante questo periodo talvolta sono previsti degli incontri, vigilati, tra il minore e i genitori di nascita, o tra il minore e i parenti della famiglia biologica. Questi incontri avvengono nei cosiddetti “luoghi neutri”, dove il bambino viene accompagnato dai servizi sociali. La famiglia adottiva non entra mai in contratto con quella biologica. Infatti, la prima affida il bambino nelle mani degli operatori, che lo condurranno nel luogo stabilito.

Il rischio giuridico si può concludere con il rientro del bambino nella famiglia d’origine, oppure con una sentenza di adozione che dichiara l’inizio dell’anno di affido preadottivo, ovvero quello che precede l’adozione definitiva. Nel secondo caso il minore continua a vivere la sua vita insieme alla famiglia adottiva che lo ha accolto.

Gli aspetti legali del rischio giuridico sono importanti e difficili, soprattutto per chi li vive sulla propria pelle. Penso ai bambini, alla famiglia adottiva e anche a quella di nascita, aldilà di ogni giudizio.

Nel cuore del rischio giuridicouomini_donne_cuore

Pensando sia ai bambini che alle famiglie adottive, il punto focale del rischio giuridico si sposta sull’importante scambio che avviene nella loro relazione, anche s
e talvolta solo temporaneamente. Ogni momento di cura e amore che le coppie dedicano al bambino è una grande risorsa nel processo di “ricostruzione” che avviene nel figlio. Quest’ultimo, al tempo stesso, si rivela un grande dono per la sua famiglia. Il benessere di entrambe le parti si rivela indispensabile per la crescita del bambino e della coppia.

Questo punto di vista è difficile da prendere in considerazione, perlomeno all’inizio. Appena si sente parlare “teoricamente”di rischio giuridico ci si spaventa, poi smetti di pensarci come per tenere a distanza l’eventualità che accada. Se poi accade ci si fa i conti, investendo il massimo, sempre con il supporto degli operatori dell’Equipe adozioni.

Nell’adozione nazionale sono moltissime le situazioni a rischio giuridico e nessuno può stabilire in modo certo quanto durerà. Saperlo affrontare al meglio è fondamentale.

Solo amore non basta! Penso alle risorse che ciascuno di noi, genitori adottivi, può mettere in campo e ogni giorno di più le reputo preziose.

Nell’adozione si cammina, si sceglie, si attende Insieme. E quando arriva il figlio desiderato? Si continua a camminare Insieme, questa volta in tre (o più).

Occorre essere consapevoli, informandosi e confrontandosi con coppie che stanno facendo lo stesso percorso, con altri genitori adottivi che possono essere un ottimo punto di riferimento. Per esempio, frequentare associazioni di famiglie adottive può essere un’occasione davvero unica, per nutrire l’attesa e per condividere le proprie emozioni e , magari anche le difficoltà, anche dopo l’arrivo del proprio bambino. Mio marito ed io abbiamo conosciuto l’associazione “Genitori si diventa” e da allora non l’abbiamo più lasciata.

Le situazioni a rischio giuridico sono complesse e mettono alla prova emotivamente. Avere fiducia in sé stessi e prendere coscienza della propria capacità di tenuta sono due fattori fondamentali. Inoltre, l’umiltà nel chiedere e ricevere aiuto è importante perché in diversi momenti del percorso adottivo, prima dell’arrivo del proprio bambino come dopo, potranno presentarsi momenti difficili.

L’adozione stessa è un evento traumatico, un vero e proprio trapianto d’organo.

La citazione della neuropsichiatra infantile, dott.ssa Malacrea, fa riflettere. L’adozione è una scelta che deve tenere conto della storia che il bambino si porta con sé, sempre e per sempre.

Tante sono le sfumature, tante e diverse le situazioni che ogni storia custodisce nel suo privato. Se vuoi raccontare la tua storia, contattami.

Se sei un operatore del mondo adozione e vuoi arricchire questo articolo con il tuo supporto ad una lettura più specialistica, scrivimi o commenta questo articolo.

 

 

 

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