Enza, mamma e maestra con l’adozione nel cuore

“Mamma ieri sera ho visto il vostro aereo che atterrava” ha raccontato la piccola Chantal alla sua mamma. Quell’aereo Air France atterrato in

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Foto di Pixabay

Congo, poco lontano dall’Istituto dove era ospitata Chantal, aveva accompagnato Enza e suo marito nel Paese dove avrebbero dopo poche ore conosciuto la loro figlia. Una bambina di 7 anni che li stava aspettando e che da quel momento iniziò a percorrere il cammino lungo la strada del suo futuro. Una piccola vita nata e vissuta a lungo in terra africana, sopravvissuta alle difficoltà che il passato le ha presentato e che oggi cresce in Italia con la mamma e il papà, che l’hanno desiderata e accolta nel loro cuore, così come lei ha accolto loro, legandosi e fidandosi sempre di più giorno dopo giorno.

Stamattina Enza Niglio mi ha fatto emozionare raccontandomi la loro storia. Ci siamo incontrate e conosciute davanti ad una calda tazza di caffè e abbiamo piacevolmente chiacchierato dell’adozione che ha meravigliosamente colorato le nostre vite. Enza è mamma e maestra ed insegna in una scuola elementare di Settimo Torinese.

“L’adozione è un’esperienza che accresce, che permette a noi genitori di accompagnare e sostenere i nostri figli perché siano forti e pronti a lasciare il segno, dando il loro contributo affinché questo mondo possa migliorare. – ha detto Enza, che ha continuato parlandomi di sua figlia con gli occhi accesi di gioia – Quando siamo arrivati in Italia e dopo aver trascorso del tempo tra di noi, Chantal mi ha chiesto di andare a scuola per stare con i bambini e così ha iniziato la I elementare nella stessa scuola dove insegno io. Ora fa la III elementare ed è molto contenta, s’impegna molto e ama stare con i suoi compagni. Le insegnanti sono state molto brave sin dall’inizio, l’hanno accolta calorosamente e Chantal si è da subito ben inserita. Nel tempo libero le piace correre e ha deciso di farlo giocando a calcio, sport in cui è molto brava.”

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Immagine tratta dal film “Vado a scuola” (2013)

Chantal andava a scuola in Congo e la sua mamma ha raccontato che vorrebbe andare da sola anche qui in Italia, come faceva in passato. “Mia figlia rispetto ai suoi 9 anni è più matura, è indipendente e sa quello che desidera fare– ha raccontato Enza, che ha aggiunto Una volta parlavamo dell’essere o meno una brava mamma e lei mi ha detto di non farmi queste domande perché io sono la mamma. Mi ha lasciato senza parole!”.

Chantal ha portato dal Congo le grandi virtù delle “

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Foto di Pixabay

piccole donne” africane e le conserva nel cuore. Ogni tanto lo apre ai suoi genitori e racconta loro qualche pezzetto della sua storia. A piccoli passi, senza correre. “Non è facile aspettare ma la cosa più giusta è rispettare i suoi tempi e ascoltarla sempre, sapendo cogliere i messaggi che trasmette, senza forzature” ha spiegato mamma Enza.

Davanti avevo una mamma emozionata ed anche una maestra con cui ho scambiato qualche riflessione sull’applicazione delle Linee Guida per il diritto allo studio dei minori adottati a scuola.

“La scuola è fatta dalle persone. – ha esordito – La scuola “A.Vivaldi” dove lavoro ha il vantaggio di essere molto popolata e popolare, quindi molto varia e questo è molto stimolante per noi insegnanti. Abbiamo molti bambini adottati, almeno uno per classe e curiamo molto i progetti d’inclusione e accoglienza. La cosa importante è adattarsi ai bambini, dar loro il giusto spazio nel rispetto delle loro esigenze, così come fondamentale è il rapporto, il dialogo aperto tra noi maestre e i genitori”.

Le Linee Guida scritte dal Miur e dal Care rappresentano un documento importante che questa scuola settimese ben conosce. La maestra Niglio a proposito ha affermato “Sono alla portata di tutti. E’ molto importante non perdere mai di vista la singolarità, osservare i comportamenti dei bambini e mantenere un dialogo aperto e continuo con la famiglia”.

Il progetto scuola, di cui ho parlato su questo blog, procede con l’obiettivo di diffondere le Linee Guida e favorire il benessere dei nostri figli a scuola.

Tornando a parlare di sua figlia Chantal e della scuola, Enza spera che nei prossimi anni il passaggio alla scuola media sia sereno così come lo è stato l’inserimento alla scuola elementare. Quando le piccole donne crescono sono alle prese con una emotività diversa, ancor più se si tratta del cuore di una figlia adottiva.

L’importante è non affrettare il passo.

Ora pensiamo al Natale, alla festa così tanto amata dai bambini.

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Foto di Pixabay

Mamma Enza sorridendo mi ha confidato: Chantal nella sua lettera a Babbo Natale ha chiesto di portare dei doni anche ai bambini che sono in Congo nell’Istituto dove ha vissuto”. Ancora una volta sono i bambini a scaldare il nostro cuore con un pensiero semplice e sincero.

Grazie Enza per avermi raccontato la vostra storia.

Ora è tempo degli auguri per un gioioso Natale! Li dedico a tutti voi e alle vostre famiglie.

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