La sua storia come un arcobaleno

Il mese di Settembre per me è sempre stato speciale, l’ho sempre sentito come il mese della fioritura delle idee e dei nuovi progetti.

L’estate si accinge a terminare, le giornate si accorciano e l’aria fresca della sera accarezza la pelle lasciando un leggere brivido, delicato ma deciso. La stessa sensazione l’ho provata qualche settimana fa, davanti alla maestosità del mare, dove, tendendo la mano verso l’orizzonte, ho indicato a mio figlio la sua Terra d’origine. ” Laggiù, lontano, lontano .. dove finisce il mare, c’è una Terra grande grande..”, senza considerare distanze o posizioni geografiche, ma indicandogli la direzione.

Nei mesi scorsi ho buttato qualche seme, prendendo al balzo qualche sua parola esclamata davanti alle pagine di un libro. Quel giorno invece ho preso un pezzetto e insieme abbiamo cominciato il puzzle della sua storia.
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Il sole stava tramontando e il faro alle nostre spalle iniziava a emettere scie luminose nel cielo. In quel momento ci siamo guardati intensamente e dal brillare dei suo occhi ho capito che quel tassello della sua storia era ora nel posto giusto, nella sua testa e nel suo cuore.

Accanto a noi c’era mio marito che osservava e ascoltava in silenzio, entrambe sapevamo che quello era e sarebbe rimasto un momento indimenticabile della nostra storia.

Forse abbiamo tardato, eppure nel mio cuore sento che questo è il momento giusto per iniziare a raccontargli la sua storia, dandogli forma e colore, vestendola con gli abiti della realtà. All’inizio sarà breve e nel tempo l’arricchiremo di altri dettagli. Quanto seminato fino ad oggi sarà utile per comprender meglio.

A proposito della narrazione della storia, ho letto recentemente il libro “Cavalcando l’arcobaleno“, scritto dalla psicologa Simona Giorgi.

Ho trovato alcuni elementi fondamentali per costruire la “favola arcobaleno“, come la chiama l’autrice. L’arcobaleno ha il compito di creare un ponte tra passato e presente.

Simona Giorgi indica nel suo libro i temi importanti da inserire nella storia del bambino, tutti o in parte. Li riporto, citandoli dal libro:

  • il grembo caldo che ha accolto per nove mesi il piccolo;
  • l’abbandono che deve essere riletto in positivo;
  • il periodo di istituzionalizzazione, se vi è stato, con le figure che hanno accudito il bambino;
  • l’adozione intesa come una vera seconda rinascita che non cancella la prima ma che  comincia a porre le basi per la costruzione dell’arcobaleno, ossia dell’anello di congiunzione nelle storia di un bambino speciale che ha avuto due mamme;
  • il primo incontro avvenuto  tra la coppia e il piccolo;
  • le cure materne “certe” che tentato di curare le ferite;
  • gli altri, la diversità, le difficoltà incontrate e il modo di affrontarle e superarle;
  • la ricerca delle origini per ricostruire la propria identità, mai osteggiata dalla nuova famiglia;
  • …fino alla consapevolezza di aver visto splendere il proprio arcobaleno, anello di congiunzione tra passato, presente e futuro grazie a questo “c’era una volta” speciale.

La sua vita è un dono, la sua storia è l’inizio di un viaggio. So che mio figlio ascolterà.

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