Progetto scuola

Qualche settimana fa vi ho parlato di un mio nuovo progetto. Si tratta di un’idea legata al mondo della scuola. Nello specifico vi ripropongo le Linee Guida pubblicate dal Miur in collaborazione con il Care, per il diritto allo studio dei bambini e ragazzi adottati.

http://www.istruzione.it/allegati/2014/Linee_di_indirizzo_per_favorire_lo_studio_

dei_ragazzi_adottati.pdf

Parto da questo documento importante, ancora poco diffuso e vorrei con questo blog dare il mio contributo per la sua divulgazione nelle famiglie adottive e nei gruppi docenti, che magari ne hanno solo sentito parlare senza approfondire.

Avevo affrontato questo tema con la d.ssa Bellando in questo articolo https://scrivendodigitale.wordpress.com/2015/04/23/ladozione-a-scuola-intervista-alla-pedagogista-greta-bellando/

Ho scelto una scuola elementare della provincia di Torino per avviare questo progetto, intervistando due insegnanti conosciuti durante un incontro organizzato dall’Associazione Genitori si Diventa. Quella sera sono rimasta molto colpita dalle loro parole, dal loro stile d’insegnamento e subito ho pensato che potrei essere solo felice se in futuro diventassero loro gli insegnanti di mio figlio. Nei giorni a seguire tramite la responsabile locale dell’associazione sono riuscita a mettermi in contatto con loro, che subito si sono resi disponibili per un’intervista che vi propongo in questo articolo. Si tratta della maestra Stefania Mattii e del maestro Gabriele Naso che ringrazio per la loro collaborazione.

Pensando al benessere dei bambini, cosa cambia nel programma educativo di una classe in cui sono presenti dei bimbi adottati? Quindi, quale filo conduttore si segue?

Il programma educativo si diversifica sostanzialmente in seconda elementare, quando si affronta la tematica della storia personale del bambino. In generale, occorre imparare e prestare attenzione al linguaggio utilizzato, poiché alcuni termini potrebbero essere equivocati generando tensione.

Avendo voi esperienza di insegnamento in classi in cui sono presenti bambini con storie diverse, tra cui alcuni adottati, come descrivereste il vostro ruolo di educatori e quali valori cercate di trasmettere al fine di garantire il benessere dell’intera classe?

La nostra classe fin dall’inizio si è presentata come un gruppo estremamente eterogeneo: partendo da ciò abbiamo cercato di valorizzare i temi della diversità intesa come ricchezza, del rispetto e dell’accettazione reciproca. Inoltre vorremmo evidenziare l’importanza dell’incoraggiamento dal punto di vista didattico e non solo psicologico, poiché l’apprendimento passa soprattutto attraverso il benessere del bambino, che si  sente apprezzato  e cresce nell’autostima.

Cosa pensare delle linee guida promosse dal Miur, in collaborazione con il Care?

Secondo noi il documento rappresenta per i genitori un contributo importante affinchè la scuola tuteli i loro figli; al tempo stesso è un’ottima sintesi informativa per gli insegnanti e per tutti gli addetti ai lavori. Per tale motivo auspichiamo una sua diffusione a vantaggio degli insegnanti, dato che tutte le classi sono eterogenee.

Secondo voi che valore ha la relazione tra famiglia e scuola nella dinamica adottiva?

Nel nostro lavoro il rapporto costante, basato sulla fiducia e sul sostegno reciproci, è stato determinante per poter affrontare con serenità le varie esperienze educative. Allo stesso modo sono stati fondamentali i colloqui con le famiglie, che ci hanno fornito ulteriori informazioni utili a conoscere meglio i loro figli. Parliamo di genitori motivati, attenti, ma anche molto ansiosi: pertanto è stato necessario innanzitutto rassicurarli.

Quali azioni avete messo in campo nell’accoglienza dei vostri alunni adottivi?

Abbiamo cercato di creare in prima elementare  un clima di classe sereno e accogliente per tutti i bambini, facendo particolare attenzione alla terminologia (per esempio: genitore biologico invece di genitore vero o genitore naturale…figlio biologico invece di figlio naturale, sostegno a distanza invece di adozione a distanza…affidare il bambino a persone che se ne prendono cura invece di rinunciare, abbandonare, far adottare…)

Secondo voi quali sono i punti essenziali da considerare e quali aspetti da valorizzare quando in classe ci sono alunni con l’esperienza dell’adozione?

Innanzitutto con gli alunni siamo partiti sempre dalla consapevolezza di essere tutti diversi; perciò ognuno può imparare dall’altro, attraverso un confronto costruttivo. Inoltre tutti siamo figli…anzi tutti siamo fortunati ad avere una famiglia e persone che si preoccupano e si prendono cura di noi; questi aspetti sono mediati da un linguaggio inclusivo, in cui tutti i bambini possano riconoscersi.

Considerando l’adozione una “condizione esistenziale” che accompagna i bambini in tutta la loro vita, come la scuola insieme alla famiglia puo’ dare il suo contributo per una crescita personale e sociale consapevole?

Secondo noi, insieme alla famiglia, la scuola, specialmente quella dell’infanzia e la primaria, deve aiutare il bambino a ricostruire alcuni dei pezzi mancanti del suo vissuto, magari anche doloroso, ma di cui non è responsabile. Allo stesso modo dovrebbe però fornirgli una prospettiva positiva, incoraggiandolo, aumentando la sua autostima e fortificandolo.

Penso alle varie storie dei bambini, alcuni dei quali non possono avere memoria della loro famiglia di nascita, oppure quelle situazioni ancora più delicate dove invece hanno ben nitidi i ricordi. Per la vostra esperienza, come viene trattata la storia personale con gli alunni?

Abbiamo affrontato la storia personale nel II quadrimestre della classe seconda, partendo dal lavoro sulle fonti necessarie per la ricostruzione storica. Abbiamo proposto a tutti gli alunni di preparare e presentare, in assoluta libertà, una propria scatola dei ricordi, contenente almeno una fonte materiale, una visiva e una scritta di quando erano più piccoli. Inoltre abbiamo formulato alcune domande molto generiche riguardanti il loro passato (Com’ero da piccolo? Quando piangevo? Quando ridevo/sorridevo? Cosa mi piaceva? Cosa non mi piaceva? In che cosa sono cambiato/a crescendo? Ricordo un episodio particolare che ha coinvolto la mia famiglia? ) da proporre ai genitori …fonte orale…in questo modo tutti hanno avuto la possibilità di ricostruire alcune fasi della loro infanzia senza vivere inutili frustrazioni. Purtroppo, in molti sussidiari ministeriali, non si pone la dovuta  attenzione a quest’aspetto.

Questa è stata la prima vera presa di consapevolezza da parte di tutti gli alunni: non esiste solo la genitorialità biologica, ma anche quella adottiva, ed entrambe si prendono cura dei figli.

L’iter ha richiesto diverse settimane e un coinvolgimento emotivo non indifferente anche da parte di noi docenti, per poter “contenere” eventuali crisi e disagi.

Pensando ai bambini che vengono adottati all’estero e che quindi giungono in Italia senza conoscere la lingua. Quali considerazioni potete fare a riguardo?

All’inizio della terza elementare, ha fatto ingresso nella nostra classe il quinto alunno adottivo, proveniente dal sud est dell’Asia. Questo bambino, arrivato in Italia solo due mesi prima, presentava alcune criticità: non conosceva la nostra lingua ed era già stato precedentemente scolarizzato nel suo paese d’origine. Il suo inserimento è stato molto graduale e si è concluso dopo tre mesi. I genitori adottivi sono stati per noi il principale supporto anche dal punto di vista didattico: hanno svolto a casa parte del lavoro impostato in classe, consentendo al bambino, nell’arco dell’anno, di acquisire le basi fondamentali della letto – scrittura; la loro collaborazione è stata essenziale, poiché altrimenti gli stessi risultati si sarebbero raggiunti con più tempo e più difficilmente.

Quale messaggio dareste a dei vostri colleghi che ancora non conoscono le linee guida o che comunque ancora non hanno vissuto l’esperienza di una classe in cui tra le tante storie, c’è anche quella di un alunno adottato?

E’ necessario che, come già detto, tutti sappiano cosa sono le linee guida del MIUR e che ne tengano conto. Occorre essere flessibili nel gestire aspetti didattici ed educativi complessi, valorizzando la diversità come ricchezza e non come limite.

In conclusione, possiamo dire che questi cinque anni sono stati per noi un’esperienza arricchente dal punto di vista sia professionale, sia umano.

Per portare avanti il mio progetto nei prossimi mesi prendero’ i contatti con altre scuole e mi attivero’ nel passaparola per diffondere il più possibile la conoscenza di questo importante modello, studiato per il benessere dei nostri figli. Ad ogni occasione raccogliero’ il messaggio di famiglie, insegnanti, dirigenti scolastici e ne porterò la voce qui sul blog.

Se sei un genitore adottivo o un insegnante mi piacerebbe conoscere la tua opinione. Puoi metterti in contatto con me tramite l’area Contattami, inviarmi una e-mail o commentare questo articolo.

A presto!

Annunci

3 pensieri su “Progetto scuola

  1. Pingback: Il progetto scuola continua | Scrivendo digitale

  2. Pingback: Enza, mamma e maestra con l’adozione nel cuore | Scrivendo digitale

  3. Pingback: Scuola e adozione. In attesa dei finanziamenti del Miur per la formazione degli insegnanti | Scrivendo digitale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...