L’adozione a scuola: intervista alla pedagogista Greta Bellando

Viele Buntstifte
“Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio” recita un proverbio africano. Queste parole mi hanno colpito molto e ringrazio la d.ssa Greta Bellando che me ne ha parlato durante la nostra chiacchierata sul tema dell’adozione a scuola. Una frase che richiama il grande senso di responsabilità, oltre che l’estrema importanza della rete di sostegno che occorre per allevare un bambino, formata dai genitori, dalla famiglia in senso più ampio e nella realtà sociale, anche dalla scuola.
L’intervista alla d.ssa Bellando è stata molto interessante. Ho avuto l’occasione di parlare con una professionista, laureata in Pedagogia, delle linee guida che il Miur e il Care hanno definito e pubblicato nel 2014, per favorire il diritto allo studio degli alunni figli adottivi.
Greta Bellando sta approfondendo la sua esperienza nelle dinamiche adottive, grazie ai suoi studi, alle collaborazioni con l’Associazione Genitori si Diventa e il portale web www.italiaadozioni.it. La sua particolare sensibilità è di certo una grande risorsa per chi sceglie di occuparsi di adozione.Considerando le statistiche 2010-2013 l’età media dei bambini che hanno incontrato le loro famiglie adottive è di 5 anni e mezzo, pertanto la scuola è lo spazio sociale più importante con cui i bambini adottati entrano in contatto dopo l’accoglienza in famiglia. Inoltre, per le mamme e i papà adottivi l’ingresso a scuola è importante come riconoscimento
del proprio ruolo genitoriale.“L’adozione è una condizione esistenziale che accompagna il soggetto per tutta la vita e alla quale egli ha necessità di
attribuire significati chiari. – racconta la d.ssa Bellando – Il bambino porta con sè a scuola la sua storia, il suo bagaglio di esperienza, pertanto non si può ‘non dare’ valore all’adozione”. A tal proposito, il ruolo della scuola come istituzione è fondamentale, quindi il lavoro degli insegnanti e dei dirigenti in collaborazione con la famiglia è determinante per il benessere dell’alunno adottato.

Parlando di adozione, faccio riferimento sia a quella nazionale, sia a quella internazionale. La complessità emotiva delle dinamiche che caratterizzano le diverse situazioni, che vivono i bambini con storie di abbandono e, spesso con periodi di istituzionalizzazione, rende particolare ogni vissuto.

Partendo dal dialogo e dal confronto tra scuola e famiglia come “ingredienti essenziali”, la pedagogista ha asserito:“I genitori adottivi e gli insegnanti hanno il compito di accogliere la complessità dell’esperienza adottiva dando un significato positivo alla diversità – e facendo riferimento all’adozione internazionale ha aggiunto – Si tratta di un grande cambiamento culturale, oltre che didattico, ed è necessario considerare tutte le dimensioni coinvolte, come lo spazio fisico, ovvero il cambiamento di ambiente e la lingua diversa, che porta a dover trovare modi di comunicazione alternativi”.

Le linee guida sono un punto di arrivo molto importante, ma soprattutto una base di partenza, uno strumento per “trovare le soluzioni migliori per i bambini” ha dichiarato la dottoressa. Inoltre ha aggiunto: “I punti salienti sono: i tempi relativi all’inserimento, la classe e il cosa fare prima dell’ingresso a scuola”.

E’ bene tenere sempre a mente che non esiste la scelta giusta ma quella migliore per il bambino, per esempio nel considerare la classe d’inserimento, quindi pensando all’età “presunta” dell’alunno. Genitori ed insegnanti si troveranno a valutare se la priorità sarà quella di prediligere il recupero didattico o l’aspetto sociale, quindi la condivisione dell’esperienza scolastica con i coetanei.

Gli attori, ovvero la famiglia e la scuola devono collaborare insieme senza tralasciare i dettagli sin dall’inizio. Per esempio si potranno incontrare prima dell’inserimento, affinché i genitori del bambino possano fornire informazioni sulla sua storia, che siano utili a mantenere una continuità tra passato, presente e futuro. Altri aspetti molto importanti riguardano il livello di conoscenza della lingua italiana e il modo in cui il bambino si relaziona con i coetanei e con gli adulti. Tutti questi elementi servono, affinché gli insegnanti possano agire comprendendo lo stato emotivo dell’alunno, senza equivocare i suoi comportamenti, leggendoli in modo errato.

Secondo queste linee guida, il dirigente scolastico individuerà un referente tra gli insegnanti, che sia formato sul tema adottivo, cosicché possa esser per gli alunni adottati e per le rispettive famiglie un punto di riferimento, una risorsa fondamentale.

Rispetto ai tempi per l’inserimento a scuola, la d.ssa Bellando invita a riflettere:“E’ necessario fare in modo che l’inserimento a scuola avvenga in tempi appropriati, dopo un periodo adeguato di inserimento in famiglia, poichè è essenziale il fare famiglia, ovvero creare un clima positivo e tranquillo dove il bambino si senta a suo agio, prima di essere catapultato in un clima sociale”.

Sarà compito degli insegnanti trovare il modo migliore per parlare di adozione in classe, senza sminuire e senza banalizzare, oltre al prestare attenzione alle modalità usate per affrontare il tema della storia personale, tutelando e rispettando il vissuto di ciascun bambino. Di certo dovrà essere un lavoro ” da svolgere con la giusta accortezza e sensibilità” dice la pedagogista, che aggiunge “E’ importante pensare alle parole che si utilizzano, che siano quelle giuste per dare valore all’esperienza di ciascun bambino”.

Si auspica che presto tutte le scuole di ogni ordine e grado inizino a mettere in atto quanto indicato dalle linee guida, non come “reazione” alla presenza in classe di un alunno adottato, bensì come azione volta alla promozione del benessere di ciascuno studente, anche considerando i grandi cambiamenti sociologici che hanno coinvolto la figura della famiglia nel corso degli anni.

Vi allego il link alla pagina internet dedicata alle linee guida di cui vi abbiamo parlato:

http://www.istruzione.it/allegati/2014/Linee_di_indirizzo_per_favorire_lo_studio_dei_ragazzi_adottati.pdf

Annunci

2 pensieri su “L’adozione a scuola: intervista alla pedagogista Greta Bellando

  1. Pingback: Progetto scuola | Scrivendo digitale

  2. Pingback: 4 chiacchiere sulla scuola | Scrivendo digitale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...