Calo delle adozioni. Intervista alla dottoressa Anna Genni Miliotti.

Non sono amante dei numeri, ma ultimamente ho letto diversi articoli che trattavano il calo delle adozioni e ho deciso di fermarmi per fare delle riflessioni. Grafici e percentuali che evidenziavano una flessione, che non declinerò nel dettaglio. Andrò oltre i numeri.

Vorrei inquadrare questo fenomeno che si sta verificando in una dimensione più sociologica. Ritengo sia importante leggerlo e collocarlo nel contesto sociale attuale.

Per farlo al meglio, ho scelto d’intervistare la sociologa Anna Genni Miliotti, che già precedentemente si è
resa disponibile per parlare di adozione su questo blog. E’ un’esperta in campo adottivo, nonchè scrittrice di molti libri sul tema, di cui vi porto alcuni esempi:“A come Adozione” di Franco Angeli editore, Milano, “Adozione oggi: un obiettivo raggiungibile” della Collana strumenti per operatori di Franco Angeli e “Adolescenti e adottati” di Franco Angeli.

Sul sito internet www.annagennimiliotti.it/ troverete tutti i titoli dei libri e informazioni sull’autrice.

Ho affontato con la dottoressa il tema di cui vi parlo oggi, chiedendole quali sono secondo lei i motivi di questo calo.
Il calo c’è, nelle adozioni ma non sempre nelle disponibilità. Fa eccezione infatti il Sud dell’Italia dove si registra un aumento. Il calo si sta verificando da alcuni anni, e si verifica anche negli altri paesi Europei, e anche in USA. Dipende da vari fattori, quali la crisi economica, le nuove leggi in materia in molti paesi di origine, che limitano l’adozione internazionale, l’evolversi dell’economia nei paesi di origine, per cui salgono le adozioni nazionali, il diffondersi di pratiche di procreazione assistita e delle forme di surrogacy (utero in affitto) diffuse e permesse in molti paesi”.

Nel mondo delle adozioni internazionali c’è molto fermento, in quanto molti paesi del mondo dove stanno rivedendo le leggi che normano il procedimento adottivo. Poi, c’è la questione economica.

Anna Genni Miliotti ha aggiunto: “Dal punto di vista economico, assistiamo all’ascesa dei paesi del BRIC (Brasile India Cina) dove si adottava. Adesso sono più ricchi di noi, hanno un PIL che si alza, mentre noi siamo in stagnazione economica. Quindi, pur rimanendo in questi paesi grandi numeri di bambini questi o vengono tenuti in case famiglia, o adottati nei loro paesi”.

Altro aspetto riconducibile al fenomeno che vede diminuire le adozioni riguarda la fecondazione assistita, tra cui l’eterologa da poco concessa in Italia. Molte coppie alla ricerca della genitorialità, ricorrono alla scienza affidandosi a queste tecniche. Purtroppo poi, capita spesso che si ricorra all’adozione come “ultima spiaggia” ma questo è un altro tema.

A tal proposito ho chiesto l’opinione alla D.ssa Miliotti: “Personalmente sono lieta che l’eterologa sia in generale una soluzione per tante coppie. Solo quelle che vogliono un figlio ad ogni costo, e non sarebbero certo buoni genitori adottivi.  Sarebbero potenzialmente delle adozioni a rischio, quelle dei “fallimenti”. L’adozione è ben altra cosa: è accogliere come tuo, un figlio nato da altri. Non è per tutti!“. 

Ha aggiunto: “Quello che però non condivido, è la scelta, solo italiana, di coniugare fecondazione eterologa con terapia sanitaria. Il che ha aperto la strada all’eterologa come servizio pagato dal sistema sanitario nazionale. Grandi risorse finanziarie, in un momento di crisi, sono state destinate a questo processo. Mentre sappiamo che meno di niente, viene stanziato da anni, e continua a non essere stanziato, a sostegno della scelta adottiva. E’ questa grande discrepanza nelle scelte politiche e sociali che assolutamente vorrei veder colmata”.

Ringraziando la D.ssa Anna Genni Miliotti per la sua disponibilità, lascio a voi le considerazioni rispetto ai fattori che stanno influendo sulle statistiche adottive. Cosa ne pensate?

A favore dell’adozione, per promuoverla e farne conoscere il significato più profondo è partita la campagna di Amici dei Bambini #iosonoundono. Ve la segnalo perchè aldilà dei numeri, delle leggi e della burocrazia ci sono i bambini, che hanno il diritto di avere una famiglia.

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