Il miracolo di Pasqua

L’orologio mi avverte che abbiamo già voltato pagina verso un nuovo giorno, il 6 aprile. Colgo l’occasione, comunque, per porgervi i miei auguri di buona Pasqua, un giorno speciale, per chi crede, dedicato alla rinascita.

Voglio farvi i miei auguri scrivendo del miracolo di Pasqua, quello che i media hanno raccontato con la notizia che riguarda il piccolo Pasquale, che oggi è al suo terzo giorno di vita. E’ stato salvato grazie alla “culla per la vita” di Giarre, dove è stato trovato e soccorso dal 118, accorso dopo essere stato allarmato dal sensore collegato all’interno di questa piccola struttura, altamente tecnologica e molto sicura. Pasquale è stato custodito al caldo in quel poco tempo trascorso da quando è stato adagiato sulla culletta, fino all’intevento dei sanitari che lo hanno portato in ospedale, dove ora si trova in buone condizioni di salute, come riportato sulla pagina web della testa La Repubblica dedicata alla città di Palermo.

Chi ha scelto di affidare il piccolo ai sanitari per le prime cure e poi al Tribunale dei Minori che si occuperà di lui (trovando una famiglia adottiva secondo l’iter previsto), ha scelto di dargli un’opportunità di vita, mediante una struttura accogliente, sicura e che funziona nel pieno rispetto dell’anonimato.

Cosa è la “culla per la vita?

“La culla per la vita è una versione moderna e tecnologicamente avanzata della medievale Ruota degli Esposti. Si tratta di una struttura concepita appositamente per permettere di lasciare, totalmente protetti, i neonati da parte delle mamme in difficoltà nel pieno rispetto della sicurezza del bambino e della privacy di chi lo deposita.” ( fonte: http://www.culleperlavita.it).

Nella storia si sentì parlare della Ruota degli Esporti intorno al 1188, fino alle prime contestazioni della fine ‘800 e poi in Italia la completa scomparsa nel 1923. Si ricominciò a parlarne solamente negli anni ’90, quando iniziarono a ricomparire e a diffondersi sul nostro territorio, naturalmente in una forma più moderna e attenta al benessere del bambino.

Di certo rappresentava ieri, così come oggi una possibilità concreta, un aiuto socio-assistenziale volto a tutelare la vita del bambino, a seguito di una scelta disperata della mamma che gli ha donato la vita.

Oggi le culle salva bebè in Italia sono 50 e l’elenco è presente sul sito http://www.mpv.org (Movimento per la vita Italiano) e su http://www.culleperlavita.it .

Nella mia esperienza di volontaria 118 della Croce Rossa Italiana ho visto sulle porte dei Pronto Soccorso di diversi ospedali del mio territorio, delle locandine a sostegno della tutela dell’infanzia, del parto in anonimato come estremo atto per salvare le vite dei bambini che altrimenti non avrebbero, “forse”, alcuna chance. Così come i “Centro Aiuto per la Vita” che lottano per sostenere le famiglie in difficoltà, le donne in gravidanza che chiedono supporto e sostegno anche dopo la nascita dei loro piccoli.

E di campagne sociali informative tramite i media e le Istituzioni quante ne vengono fatte? Forse, troppo poche rispetto a quante vite potrebbero essere salvate.

Il tema del parto in anonimato apre una questione molto più grande e profonda che riguarda la ricerca delle origini da parte di questi figli non riconosciuti, un tema delicato e molto dibattuto che lascio aperto per altre pagine.

Questa è la pagina dedicata al piccolo Pasquale a cui do’ il mio benvenuto al mondo e a cui faccio i miei auguri di buona Vita.

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