Dall’attesa alla genitorialità

Sono passati diversi giorni dal mio ultimo articolo. L’ultima volta ho pubblicato la storia di una coppia, Giulia e Carlo che ci hanno raccontato la loro storia di famiglia adottiva. Parole di grande emozione per scrivere di felicità, di gioia pura, di vita.

Nei giorni a seguire ho preso i contatti con altre coppie e altre famiglie che presto condivideranno con noi la loro storia. La condivisione nella cultura adottiva è uno degli aspetti fondamentali, utile per ascoltare esperienze, per raccontarsi e confrontarsi. Uno scambio continuo, positivo, carico di energie e di sostegno. Un’opportunità per vivere l’attesa in modo attivo, senza subire il tempo che passa ma assaporandolo in ogni istante.

Nei mesi dell’attesa si vivono emozioni forti, talvolta contrastanti. Si combatte con quelle giornate che sembrano eterne nella speranza che squilli il telefono, si attraversano momenti di sconforto, di punti interrogativi. Eppure il desiderio che custodiamo dentro al cuore cresce, si nutre delle nostre sensazioni e ci dona felicità.

Per me il periodo dell’attesa è stato importante, l’ho vissuto con i piedi per terra e le braccia tese all’infinito come per prendere energia dalla terra e dal cielo, per assaporare ogni istante e renderlo indimenticabile. Quei mesi li ho voluti vivere al massimo condividendo momenti di allegria con gli amici, con la nostra famiglia, viaggiando e fotografando, impegnandomi nel volontariato. Una famiglia viva, perchè solo dove c’è vita si può accogliere vita.

In questi giorni l’attualità ha portato a galla argomenti piuttosto forti per quel che riguarda la genitorialità. A questo tema mi dedichero’ nei prossimi giorni.

Continuate a seguirmi!

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5 pensieri su “Dall’attesa alla genitorialità

  1. L’attesa … Quando si adotta è’ tutto un aspettare. Aspetti con ansia che il Gil ti rilasci l’attestato, aspetti le visite mediche, aspetti gli assistenti sociali e poi attendi la famosa relazione che dopo gli incontri darai al giudice è da lì che inizia il Big Bang … Inizia la vera lunga attesa. Sarai chiamato ? Che diranno che andiamo bene ? C’è un bimbo per noi ? Saremo bravi genitori ? Telefono squilla ti prego … Scrivi perché ogni parole per chi attende è’ fonte preziosa 🙂

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    • E se l’attesa fosse un periodo per fare il carico di nuove energie e nuove risorse? Dopo gli incontri la lettura della relazione, il giudizio del tribunale, la ricerca e la scelta dell’ente se si procede con la disponibilità all’adozione internazionale, ci si ritrova fermi e un po’ stanchi. Un bel respiro e si prosegue. Durante l’attesa può essere piacevole confrontarsi con gruppi di famiglie adottive e vivere a 360 gradi tutte le belle emozioni che si scateneranno.

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      • Cara Sara di corsi ne abbiamo fatti e sono molto interessanti, ahimè dove abitiamo l’iter dell’adozione è’ molto lungo ( quasi 1 anno per essere stati chiamati dai servizi sociali) capisci che si arriva già stanchi. Certo prenderemo del tempo per ricaricarci ma è pur sempre pesante.

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      • Questo punto mi ha sempre lasciato perplessa. Tempi diversi a seconda della regione…perché mi chiedo?!

        Incrocio le dita per voi, affinché il telefono squilli presto. Continua a seguirmi, spero con il mio blog di farti un po’ di compagnia in questo tempo dell’attesa.

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