“Genitori si Diventa”, punto di riferimento nel cammino adottivo

Quello era il tempo del voler sapere, del voler conoscere, era il momento in cui avevo fame di informazioni sull’adozione. In cuor mio la scelta l’avevo fatta e anche in mio marito stava maturando quel desiderio, lì dentro al cuore, ma avevamo bisogno di fare un passo in avanti.

Tra libri che raccontavano il percorso adottivo e una moltitudine di pagine internet, non avevamo trovato quello che cercavamo, o meglio non tutto. Durante una di queste ricerche trovai un’associazione che stava organizzando nella nostra zona un incontro dedicato a chi si stava avvicinando all’adozione. Si sarebbe tenuto dopo pochi giorni e noi volevamo esserci.

Così conoscemmo  l’Associazione “Genitori si diventa” e quella sera incontrammo una quindicina di altre coppie con cui condividemmo le nostre emozioni, quelle che esplodono nella pancia e che lasciano un segno indelebile.

Mi è rimasto nel cuore e conservero’ per sempre uno dei momenti di quella serata. Chiudemmo gli occhi e la volontaria che teneva l’incontro, anche lei mamma adottiva, ci disse di immaginare dentro una bolla il nostro bambino. Fu strano. Io non lo vidi, non la vidi. Sentii ridere, si’ quella risata meravigliosa che accende gli occhi e il volto dei bambini. Non era ne’ di un maschietto, ne’ di una femminuccia. Era l’esplosione di gioia di un bambino. Il mio cuore si commosse di una grande emozione, da lasciare senza fiato.

Il nostro cammino proseguì e ringrazio l’Associazione GDS di Torino perché quell’incontro fu illuminante sia per me, che avevo già chiara la scelta, sia per mio marito per il quale divenne semplicemente nitida.

Ho scelto d’introdurre il mio articolo con un pezzetto della mia storia, anche se il cuore di queste righe vuole essere dedicato all’intervista ad una delle volontarie di “Genitori si diventa”, Maria Grazia.

D. Cosa vuol dire essere volontari di Gsd?

R. La caratteristica essenziale secondo me di un volontario GSD è saper condividere la propria esperienza, oltre all’aiuto materiale che ognuno di noi può apportare.

D. Di cosa si occupa l’associazione?

R. L’associazione ha come obiettivo di supportare le coppie che si avvicinano alla genitorialità adottiva e quelle composte da chi è già genitore adottivo, e di diffondere la cultura dell’adozione nella società, con sempre al centro i bisogni del minore abbandonato. Lo fa tramite gruppi di supporto dedicati alle varie fasi del percorso, organizzati per sezioni su tutto il territorio nazionale, sono sia gruppi aperti di mutuo aiuto sia gruppi chiusi seguiti da operatori; tramite l’organizzazione di incontri a tema, e percorsi di preparazione sia per operatori scolastici e sia per chiunque senta la necessità di avvicinarsi di più alla realtà adottiva.

D.Come hai cominciato il tuo cammino in Gsd?

R. All’inizio del nostro percorso adottivo, nel pieno dell’indagine psico-sociale condotta dai servizi di zona, sentivamo il bisogno di incontrare chi stava percorrendo la nostra stessa strada, sentivamo il bisogno di condividere le nostre paure, e di approfondire determinati argomenti legati all’abbandono. Ho semplicemente cercato su internet associazioni nella zona che si occupassero di adozione, e per puro caso la stessa sera c’era l’incontro mensile del “parliamone pre” un gruppo di mutuo aiuto per coppie aspiranti genitori adottivi organizzato dalle sezione di Torino di GSD; avevamo trovato ciò di cui avevamo bisogno: condivisione, profondità, preparazione ed estrema sensibilità. 

D. Quali valori ti ha trasmesso in questi anni?

R- Il valore più grande è l’amore, la cura per i nostri bambini e l’attenzione e il rispetto  per il pesante bagaglio che si portano sulle spalle.

D. Che messaggio vuoi dare alle coppie che si stanno avvicinando al mondo dell’adozione?

R. Che essere genitori non è un diritto, ma il vero e unico diritto è quello di essere figli.

Uno dei punti essenziali del cammino è proprio quello espresso da Maria Grazia in questo pensiero. Mi  piace ricordare quando in uno degli incontri avuti all’inizio del percorso adottivo, una psicologa ci disse che quando ci si avvicina all’adozione il nostro punto di vista è incentrato su di noi, come coppia di futuri genitori, poi via via quel pensiero si sposta, matura e quel punto di vista si focalizza sul bambino.

Ogni bambino ha il diritto di avere una famiglia.

A voi lettori come riferimento lascio l’indirizzo internet  del sito dell’Associazione http://www.genitorisidiventa.org e ringrazio Maria Grazia per il suo contributo.

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2 pensieri su ““Genitori si Diventa”, punto di riferimento nel cammino adottivo

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