L’attesa

La chiamiamo attesa, quel percorso lungo un periodo di variabile durata, quel cammino che si percorre verso qualcosa o qualcuno, quegli istanti l’uno in fila all’altro che ci accompagnano verso ciò che desideriamo. Prova a dare un volto a ciò che stai attendendo, immaginalo dentro una bolla…. sta funzionando?

L’attesa ha una sua storia ed io la vedo così….ve la racconto così, di getto.

In principio nel mio cuore si è compiuta la magia, la scelta. Lo stesso nel cuore del mio compagno di vita, ma vi parlerò dal mio punto di vista.

Dal sogno di diventare mamma, al percorso naturale che si compie per realizzarlo e poi un punto. 
Si voltò pagina, si passò al secondo capitolo e si arrivò alla scelta di voler diventare genitori seguendo una strada diversa, quella dell’adozione
Ogni scelta che facciamo è il risultato di pensieri, a volte concentrici, a volte diametralmente opposti ed il tempo in cui li produciamo è soggettivo. Il mio tempo lo ricordo come un istante veloce, un attimo in cui venne la luce.

Il percorso dell’adozione è particolarmente articolato e si sviluppa su due dimensioni, che si intrecciano e si concatenano lungo tutta l’attesa. Una più fredda, la grigia democrazia, la seconda più calda, l’emotività. Un arcobaleno di emozioni, di scuotimenti ed impulsi.

I primi mesi di questo cammino li trascorri interrogandoti e riflettendo sulla scelta. Sì, psicologi e assistenti sociali ti chiedono di ascoltare la pancia, di dare voce ai tuoi pensieri, di analizzare ciascuno di essi, di far parlare il cuore. Si, la scelta di adottare un bambino o una bambina nato/a da altri genitori deve essere consapevole, di ciascuna delle sue molteplici sfaccettature.

Nel frattempo nella bolla io vedevo un sorriso, un abbraccio e da quella bolla proveniva quella risata che solo i bambini sanno fare, quella che ti riempie di gioia…sempre!
Maschi e femmine di ogni età e di ogni angolo dell’universo, nessuno escluso, sono un dono meraviglioso del nostro mondo. Un tesoro da proteggere.

La storia prosegue con un incontro dal giudice in quel luogo chiamato Tribunale dei Minori, lì dove saranno tirate le fila di tutto quel vociare di pensieri, dove ormai tutto è stato scritto. Sì, nel senso che psicologi ed assistenti sociali redigono una relazione su quei futuri genitori e poi sarà il giudice a procedere nei tempi e modi previsti secondo i regolamenti di legge.

Lo ricordo quel momento, come un giorno in cui quel vociare di pensieri era diventato il silenzio della paura, quello che ti contorce l’anima fino al momento in cui ti dici:” O la va’ o la spacca”
E come in ogni fiaba c’è il suo personaggio magico, quel giudice assomigliava tantissimo al segretario di Babbo Natale. Era il 30 ottobre.

Dopo pochi mesi avevamo il decreto, il reale punto di partenza. Diciamo che la burocrazia qui vorrebbe una distinzione tra adozione nazionale e quella internazionale, ma non qui e non ora.

Dalla bolla arrivavano intanto grandi risate e ciascuna di essa era un’emozione.

Il cammino continua, l’attesa si intensifica intrecciandosi a momenti di mera realtà e disbrighi burocratici a lunghi attimi di sogni ad occhi aperti. 
Fino al momento in cui ci chiameranno, non sapremo quanti anni avrà nostro figlio/a, quale sarà la sua storia, quale sarà il suo volto.

Adottare è scegliere di accogliere una stella venuta da lontano, darle la possibilità di continuare a brillare amandola e accompagnandola per tutta la vita. Senza mai dimenticare chi l’ha messa al mondo, ringraziandola per aver scelto di farlo.
E così continua questa storia, nell’attesa di conoscere la creatura che nella bolla continua a ridere con i suoi occhi lucenti.

Come per me l’attesa mi accompagnerà a diventare mamma e vivere questi giorni nella loro quotidianità darà loro un valore aggiunto, anche tu che mi stai leggendo puoi pensare a questo aspetto dell’attesa. 
Dare valore ad ogni giorno che vivi, così tutto avrà una luce diversa.

Annunci

Un pensiero su “L’attesa

  1. Pingback: Uno dei ricordi dell’attesa: la passeggiata verso San Luca | Scrivendo digitale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...